Chrysler Crossfire, tedesca d’America.

6 Giugno 2022

Doveva essere, come venne definito, un “matrimonio tra pari”, invece non si trattò di una vera e propria fusione quella del 1998 tra la Chrysler e la Daimler-Benz. Sarà in realtà la parte tedesca a prevalere nettamente nel rapporto, che durerà meno di una decina d’anni, fino a quando Dieter Zetsche deciderà per l’interruzione. Evidenti in questo breve periodo le sinergie con Mercedes, che fornisce piattaforme e componenti per lo sviluppo di nuovi modelli dalla personalità originale, in materia di design e di contenuti tecnici. Il caso più emblematico è la coupé Crossfire, derivata da un prototipo presentato al Salone di Detroit nel 2001 e lanciata in versione definitiva a Ginevra nel 2002.

La base di partenza è quella della spider Mercedes SLK, ma del tutto diversa l’impostazione stilistica di questa compatta due posti sportiva (lunghezza appena sopra i quattro metri) firmata da Eric Stoddard, più in sintonia con i gusti d’Oltreoceano e caratterizzata da qualche accenno retrò. Forme spigolose e bombate si alternano in un insieme molto elaborato e d’indiscutibile effetto, con mascherina frontale a quattro fari, ampie prese d’aria laterali dietro i passaruota anteriori, piccolo lunotto posteriore con funzione di portello d’accesso al vano bagagli di buona capienza e pneumatici dalle dimensioni differenti tra avantreno e retrotreno. Uno spoiler posteriore fuoriesce automaticamente quando si superano i 100 chilometri orari e rientra nella sua sede all’abbassarsi della velocità.

Tradizione e sobrietà

Maggiore sobrietà all’interno, con allestimenti più curati rispetto ai normali standard americani e uso di materiali come pelle e Alcantara, oltre ad una ricca dotazione di accessori che comprende climatizzatore bi-zona e regolazioni elettriche dei sedili. D’altra parte, la vettura è assemblata dalla Karmann nello stabilimento di Osnabruck, ad ulteriore conferma dello “sbilanciamento” del progetto verso la Germania e della nuova identità che si vuole dare nel complesso al marchio statunitense.

Analogo discorso per quanto riguarda la meccanica, che riprende dalla SLK lo schema a trazione posteriore, sospensioni indipendenti (posteriori a bracci multipli), freni a disco con gli anteriori ventilati, servosterzo, ABS e sistemi di controllo della velocità, della trazione e della stabilità. Il motore è il sei cilindri a V 3,2 litri Mercedes, bialbero, tre valvole per cilindro e alimentazione ad iniezione elettronica da 218 cavalli, accoppiato ad un cambio manuale a 6 marce o automatico a 5, per prestazioni di tutto rispetto: punta massima superiore ai 240 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 in 6,5 secondi.

Altre versioni

Nel 2004 la gamma si estende con la variante roadster dalla capote apribile in tessuto e con la più aggressiva SRT-6 che, grazie al compressore volumetrico, sfodera ben 334 cavalli e raggiunge i 255 chilometri orari passando da 0 a 100 in meno di 6 secondi.

Nonostante le doti non certo disprezzabili, la Crossfire non riesce ad imporsi sul mercato, probabilmente proprio per il suo carattere ibrido transnazionale, e uscirà di scena già nel 2008 dopo circa 80mila unità costruite. Di pura testimonianza la presenza in Italia, pur venduta a prezzi competitivi, a partire da circa 35 milioni di lire, decisamente inferiori a quelli della sorella tedesca ma anche distanti dall’Audi TT o dall’Alfa Romeo GTV.