La vita è correre.

17 Agosto 2022

L’inizio sembra quello di un qualunque inseguimento tra auto in un film poliziesco. Ma quando la sagoma della Ford Mustang GT 390 Fastback verde scuro metallizzato del detective della polizia Frank Bullitt si disegna nello specchietto retrovisore della Dodge Charger R/T nera dei “cattivi”, capiamo che qui si sta per scrivere il più celebre inseguimento tra auto della storia del cinema. La pellicola è “Bullitt” (1968) diretta da Peter Yates e interpretata da Steve McQueen, la star americana dagli occhi celesti e lo sguardo impassibile che si meritò il soprannome di King of Cool: sicuro di sé in ogni situazione.

Sulle strade di San Francisco, il tenente della Omicidi Bullitt mette la sua Mustang alle calcagna della Dodge Charger per oltre dieci minuti completamente privi di dialogo: a parlare sono solo le automobili e la strada. È un inseguimento che inizia in sordina, nel pigro traffico diurno di San Francisco, tra cable car che sfilano sulle rotaie, taxi gialli e ignari passanti. Ma appena la Dodge accelera, la Mustang solleva il suo rombo e si comincia a fare sul serio: gli pneumatici stridono sull’asfalto e le sospensioni (rinforzate ad hoc per la scena) atterreranno rumorosamente dopo vertiginosi salti. La Dodge fugge colpendo il fianco di un’auto parcheggiata, la Mustang insegue schivando un lentissimo Beetle verde, un copertone della Dodge schizza via dalla ruota. Le due auto imboccano infine la superstrada: le carrozzerie che si speronano sono allo stremo ma i motori corrono senza paura per un ultimo corpo a corpo.

Velocissimo anche a due ruote

“Bullitt” è uno dei film più famosi interpretati da Steve McQueen. Nato nel 1930 nello Stato dell’Indiana, nel ’68 era ormai all’apice del suo successo: aveva ricevuto nel 1967 la nomination agli Oscar come miglior attore protagonista per il film di guerra “Quelli della San Pablo”, dopo essersi consacrato con il western “I magnifici sette” (1960) e il kolossal “La grande fuga” (1963), entrambi diretti da John Sturges. Ne “La grande fuga” McQueen era stato protagonista di un altro celebre inseguimento, stavolta in motocicletta, una Triumph TR6 Trophy 650. Una scena tutta girata con Steve in sella (a parte il salto sulla staccionata che gli fu proibito per motivi assicurativi), mentre nelle riprese più spericolate con la Mustang di “Bullitt” erano intervenuti gli stuntmen.

Spericolato McQueen lo era veramente, e lo è rimasto per antonomasia nell’immaginario collettivo per il suo carattere ribelle e la passione assoluta per le corse, in auto o in moto, perché “la vita è correre, tutto quello che avviene, prima o dopo, è solo attesa”. Nel 1970 McQueen partecipò alla 12 ore di Sebring (Florida), vincendo nella sua categoria con una Porsche 908. Correre a Le Mans rimase invece un sogno mai realizzato; l’attore cercò una compensazione con il film “Le 24 ore di Le Mans” (1971), che si rivelò un flop ai botteghini ma, a detta del figlio Chad, incarnava la vera essenza di McQueen.

Le stelle a motore

L’attore si regalò numerose automobili durante la sua carriera, tra cui la Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso del 1963, la Ferrari 275GTB/4 del 1967, la Jaguar XKSS del 1956 (oggi al Petersen Automotive Museum di Los Angeles), e auto utilizzate nei suoi film, come la Chevrolet Styleline DeLuxe Convertible guidata ne “Il cacciatore di taglie” del 1980 e le Porsche 917, Porsche 908, Ferrari 512, Porsche 911S e Ford GT40 usate in “Le 24 ore di Le Mans”.

McQueen non riuscì invece mai ad acquistare la Ford Mustang GT di “Bullitt” che aveva il retrotreno modificato per il suo stile di guida. Durante le riprese del film furono usate due Mustang, in realtà: la prima fu sostituita perchè rimasta fortemente danneggiata. Di entrambe le auto si persero le tracce, finché la più malconcia riemerse in un’autofficina messicana nel 2017; la seconda, guidata da McQueen nel famoso inseguimento, spuntò dal garage di una famiglia del New Jersey nel 2018. Venne restaurata dalla Ford e messa in mostra al North American International Auto Show insieme al modello 2019 Ford Mustang “Bullitt Limited Edition”. A gennaio 2020 la mitica auto guidata da McQueen alias detective Bullitt è stata venduta all’asta da Mecum Auctions e acquistata per 3,7 milioni di dollari, la cifra più alta di sempre per una Mustang. Mentre la scena dell’inseguimento è stata talmente leggendaria che la Casa automobilistica l’ha parzialmente ripresa, grazie a un collage digitale, per la pubblicità della Ford Puma del 1997. Steve McQueen era ormai morto da diciannove anni, ma il mito legato alla velocità e alle corse non era mai tramontato.

*Articolo pubblicato su l’Automobile 37, febbraio 2020