Mazda CX-60, tutto in famiglia.

13 Gennaio 2023

È un ingresso nel mondo dei suv premium medio-grandi che si farà notare quello di Mazda CX-60. La sfida è certamente ardua, perché nello stesso segmento circolano Audi Q5, Bmw X3 e Mercedes GLC, mostri sacri tedeschi cui il nuovo mostro giapponese vuole fare paura. Per qualità, stile ed elettrificazione.

Con i suoi 4,74 metri di lunghezza, Mazda CX-60 si può considerare l’ammiraglia di un marchio che ha sempre fatto del design una sua bandiera. CX-60 sfoggia una discreta personalità, soprattutto nel frontale sopra al quale si stende un lungo cofano con cabina di guida arretrata, quasi fossimo su un’auto sportiva. E invece è un suv alto da terra e imponente, con trazione integrale permanente e una motorizzazione che è una première per Mazda: a un quattro cilindri benzina aspirato di 2500 di cilindrata è stato abbinato un sistema ibrido plug-in per una potenza dichiarata di 327 cavalli. In modalità elettrica, CX-60 può percorrere fino a 60 chilometri grazie a una batteria agli ioni di litio di 17,8 chilowattora.

Prezzo e interni

La versione in prova è la Takumi, la più cara e la più ricca che alza ulteriormente il livello da premium: prezzo base 55.850 euro, 65.100 euro il veicolo provato con i tanti optional. L’abitacolo è quasi sontuoso, con un tunnel largo impreziosito come altrove da finiture chromo e legno mentre gli ampi sedili sono in palle nappa di colore chiaro. Sulla plancia, al cruscotto digitale è affiancato uno schermo centrale da 12,3 pollici con il sistema di infotainment. Ben sei le regolazioni del sedile guida in memoria più tetto panoramico compreso in uno dei quattro pacchetti optional presenti sul modello in prova. Lo spazio a bordo è più che buono, ottimo quello per i bagagli: la capacità di carico dichiarata va dai 570 ai 1.726 litri. 

Suv molto comodo 

Al volante si trova facilmente la migliore posizione di guida, alta e dominante propria da suv. I cerchi da 20 pollici di serie per la Takumi non impensieriscono nemmeno sull’asfalto irregolare romano, con le sospensioni che assorbono in scioltezza buche e avvallamenti senza trasmettere colpi alla schiena. 

Su strada 

Una volta usciti dalla città e dimenticando la trazione elettrica, Mazda CX-60 conferma le sue doti di comodità anche se alle alte velocità autostradali il quattro cilindri si fa un po’ sentire. Il cambio automatico a 8 rapporti scorre molto bene. La potenza disponibile è tanta, nell’accelerazione da 0-100 il costruttore dichiara solo 5,6 secondi. Bene però ricordarsi – oltre che dei limiti di velocità da rispettare – anche del peso importante del suv (quasi 2mila chili) e di un certo rollio, sacrificio alla sportività in nome del comfort. L’elettronica fa comunque buona guardia attraverso i numerosi sistemi di assistenza alla guida. 

Bella frenata 

Per un test sulla sicurezza più severo, affidiamo CX-60 ai nostri tre collaudatori del Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga, alle porte di Roma. Cominciano con la frenata: il suv si ferma in spazi ridotti grazie anche a una buona taratura dell’Abs. È buona la direzionalità residua, peculiarità che non mette mai in crisi il guidatore durante i cambi di direzione in frenata. 

In mano ai collaudatori 

Nel successivo test in curva a raggio costante, risulta ottimo il suo comportamento registrando una velocità limite molto elevata. Anche qui molto bene il comportamento dell’elettronica: l’ottimo intervento dell’Esp va a supplire alla scarsa sensibilità alla variazione della velocità in rilascio, tipica delle vetture a cambio automatico. Nella prova di scarto dell’ostacolo, la CX-60 ha manifestato qualche problema di maneggevolezza, penalizzata da uno sterzo troppo pastoso. La taratura decisamente morbida delle sospensioni, il peso e il baricentro alto provocano un evidente rollio in questo test, senza tuttavia problemi per la sicurezza. L’ultima prova riguarda il controllo di sbandata e slalom, dove viene fuori un corretto intervento dei sistemi nella gestione della sbandata dell’asse posteriore, mai troppo brusco e senza mettere mai in difficoltà il guidatore. Per un suv da famiglia, è un’altra buona notizia.