Miti da corsa: Lancia Delta S4.

22 Agosto 2022

Nel 1985 la Squadra Corse Lancia – che era stata l’ultima a vincere un titolo rally con una vettura a trazione posteriore (la 037) nel 1983 – ha ormai accettato l’idea che per essere competitivi nel Gruppo B siano indispensabili le quattro ruote motrici. I successi dell’Audi quattro prima, e quelli della Peugeot 205 Turbo 16 poi, non lasciano spazio a dubbi: per stare al passo degli avversari serve un progetto totalmente nuovo. 

Nasce così, da un foglio bianco, la Lancia Delta S4 (la S sta per “sovralimentata” mentre il 4 indica la presenza della trazione integrale). Della media torinese conserva solo il nome perchè di fatto si tratta di un vero e proprio prototipo, come dimostra la carrozzeria a 3 porte e il propulsore montato in posizione posteriore-centrale. Anche la FISA considerò la vettura un modello a se stante, tanto che per omologarla fu necessario produrne 200 esemplari stradali, oggi estremamente richiesti dai collezionisti.

Nata da un foglio bianco

Il progetto fu firmato dall’ingegner Claudio Lombardi, a capo del reparto corse Lancia, ma alla vettura collaborarono attivamente le Officine Abarth, a cui era affidato lo sviluppo del propulsore, e la Cecomp, azienda torinese che realizzava le scocche. 

Il propulsore della Delta S4 era un 4 cilindri in linea da 1,8 litri. Il motore aveva un basamento in lega di magnesio con testata in lega di alluminio. Inoltre, le canne dei cilindri erano rivestite superficialmente con un trattamento a base di materiale ceramico, chiamato Cermetal.

Le 4 valvole per cilindro erano realizzate in Nimonic, una lega a base di Nichel normalmente impiegata in applicazioni ad alta temperatura. Vi era un sistema di doppia sovralimentazione: un turbocompressore KKK garantiva la massima potenza agli alti regimi, mentre un compressore volumetrico Volumex, brevettato dalla Abarth, entrava in funzione già da 1.500 giri, in modo da sopperire al ritardo del turbo (cosiddetto turbo lag) e assicurare una spinta sempre pronta. 

La Delta S4 in versione stradale aveva 250 cavalli, la versione da gara al debutto nel 1985 ne aveva 450, mentre l’ultima evoluzione schierata nel campionato mondiale 1986  poteva sviluppare per brevi tratti anche potenze nell’ordine dei 530 cavalli grazie a un overboost regolabile dall’abitacolo.

Il telaio prevedeva una struttura reticolare di tubi saldati al nichel-cromo, mentre la distribuzione della potenza sulle ruote nell’ambito della trazione integrale era stabilita su due standard fissi: a seconda degli impieghi si poteva scegliere l’opzione del 20% all’avantreno e 80% al retrotreno, oppure quella del 35% e 65%.

La tragedia al Tour de Corse

La Lancia Delta S4 debuttò nell’ultimo appuntamento della stagione 1985, il rally RAC, ottenendo subito una doppietta con Henri Toivonen al primo posto e Markku Alén al secondo. Per il 1986 la sfida alla Peugeot era ormai lanciata. La stagione successiva si aprì con un’altra vittoria della Delta S4 a Montecarlo, mentre il rally di Svezia andò alla Peugeot. La “grande festa” del Gruppo B, che attirava sempre più pubblico, ricevette un primo scossone in Portogallo, dove tre spettatori rimasero uccisi e oltre 30 feriti a causa dell’uscita di strada di una Ford RS 200. 

Il mese successivo un altro incidente al Tour de Corse avrebbe cambiato la storia dei rally. Toivonen e il suo copilota Sergio Cresto uscirono di strada perdendo la vita nel rogo della loro Lancia. La Federazione decise quindi di bandire le vetture di Gruppo B, troppo potenti e pericolose, a partire dal campionato rally 1987. Audi e Ford si ritirarono già nel 1986, mentre le altre case continuarono fino alla fine della stagione.

Un finale di stagione tra le polemiche

Il mondiale si chiuse con numerose polemiche quando gli organizzatori del Rally di Sanremo squalificarono le vetture Peugeot a causa di un componente ritenuto irregolare. La decisione, tuttavia, venne rovesciata dalla FISA a fine stagione, che annullò i risultati del rally di Sanremo. Di conseguenza i titoli piloti e costruttori andarono a Kankkunen e al team Peugeot, con gran delusione di Markku Alén e della squadra Lancia, che avrebbero vinto se fossero stati considerati anche i punti del Sanremo.

La sfortunata Lancia Delta S4 ha gareggiato per una sola stagione, non riuscendo a ottenere alcun titolo, ma viene ricordata tutt’oggi come una delle vetture più veloci e affascinanti che abbiano preso parte al mondiale rally. Inoltre, il fallimento della Delta S4 ha in un certo senso dato il via all’epopea della successiva Lancia Delta Integrale da Gruppo A, vincitrice di tre titoli piloti tra il 1987 e il 1989 e di cinque campionati costruttori di fila, tra il 1987 e il 1992.