Renault, rivoluzione in 5 punti.

8 Novembre 2022

Per Renault è arrivato il momento di compiere un ulteriore passo nel piano di rilancio “Renaulution” voluto dal ceo Luca de Meo. Dopo il consolidamento del bilancio e la programmazione di nuovi modelli elettrici, come le future R4 e R5, il prossimo step è un drastico cambiamento nell’assetto aziendale, finalizzato a scindere le attività del brand Renault in due entità autonome e separate, una dedicata esclusivamente alle vetture elettriche (Ampere) e una destinata ai motori termici e ibridi (denominata Power). Un passaggio che non a caso viene chiamato da de Meo “Révolution” e che si basa su 5 punti fondamentali.

Una divisione dedicata all’elettrico

Anzitutto lo scorporo della attività legate all’elettrico e allo sviluppo di software, da affidare alla divisione Ampere. A sua volta questa nuova realtà prevede di debuttare sul mercato finanziario nel listino Euronext Paris entro il secondo semestre 2023, puntando – secondo le indiscrezioni – a una quotazione superiore a quella attualmente detenuta dall’intero gruppo Renault (9 miliardi di euro, mentre Ampere potrebbe ottenere da sola una valutazione di circa 10 miliardi di euro).

Renault manterrà il controllo di Ampere grazie a una quota maggioritaria del suo azionariato, ma nella nuova business unit investiranno anche partner vicini al gruppo, come l’alleato Nissan e il colosso tecnologico Qualcomm Technologies, con cui il costruttore francese ha appena rinnovato ed esteso una collaborazione già esistente. L’obiettivo è quello di sviluppare congiuntamente l’architettura elettronica centralizzata dei veicoli elettrici di tipo “Software Defined”, basata sulla piattaforma tecnologica Snapdragon.

Inoltre Renault, che dal 2030 in Europa produrrà solo auto elettriche proprio attraverso la divisione Ampere, ha approfondito un’intesa con Google, il quale diventa il fornitore privilegiato del gruppo per il cloud, nonché partner per nuovi servizi on-demand e per l’aggiornamento dei veicoli, basandosi sull’attuale collaborazione incentrata sul sistema operativo Android Automotive.

Per i motori termici e ibridi arriva Geely

Il passaggio complementare ad Ampere è la creazione di Power, la business unit che curerà lo sviluppo dei futuri motori endotermici e ibridi a livello mondiale. Questa realtà farà capo a una joint venture paritaria (azionariato diviso in 50 e 50) con la cinese Geely. La nuova azienda sarà un fornitore indipendente, in grado di produrre gruppi motopropulsori ibridi di nuova generazione e sviluppare tecnologie decarbonizzate e a basse emissioni.

Al momento del lancio, la nuova azienda dovrà fornire diversi clienti industriali, tra cui Renault, Dacia, Geely Auto, Volvo Cars, Lynk & Co, Proton, nonché Nissan e Mitsubishi Motors Company. La partnership potrebbe in seguito fornire gruppi motopropulsori anche ad altri costruttori.

La nuova azienda dovrebbe gestire 17 stabilimenti meccanici di gruppi motopropulsori in 3 continenti e 5 centri di ricerca e sviluppo, per un totale di circa 19.000 dipendenti. Avrà una capacità combinata di oltre 5 milioni di trasmissioni e motori a combustione interna all’anno, ibridi ed ibridi plug-in, per servire oltre 130 Paesi e regioni. 

Gli altri pilastri

Gli altri futuri pilastri del gruppo saranno Alpine e Mobilize. La prima diventerà una marca altamente esclusiva, impegnata nella produzione di vetture sportive elettriche a livello globale, facendo ricorso a tecnologia proprietaria e senza dimenticare l’imegno nel Motorsport. Mobilize continuerà a essere il brand del gruppo dedicato ai servizi di mobilità e alle soluzioni di spostamento flessibili e intermodali, con un ampliamento della propria offerta di attività e di veicoli.

Infine, tutto ciò che concerne l’economia circolare, il riciclo dei materiali – batterie incluse – e la rimessa a nuovo delle vetture usate sarà competenza di una quinta realtà, chiamata The Future Is Neutral. Spazio anche all’ambito dei veicoli commerciali, dove debutterà – in parternship con un costruttore terzo non ancora identificato – una gamma di vetture di nuova generazione chiamata FlexEVan, con un livello di interconnessione e digitalizzazione superiore, nonché in grado di ridurre del 30% i costi di utilizzo per l’operatore.

Puntare sulle nuove catene di valore

Grazie a queste innovazione Renault punta a raggiungere un margine operativo superiore all’8% nel 2025 e a superare il 10% nel 2030 (per il 2022 le stime parlano di margini superiori al 5%). “Gli annunci di oggi sono un nuovo segno della determinazione della nostra squadra nel preparare Renault ai futuri sviluppi e alle opportunità che arriveranno dai cambiamenti in atto nell’industria automobilistica. Dopo aver realizzato uno dei piani di ristrutturazione del budget più rapidi degli ultimi tempi, e dopo aver preparato l’azienda a una crescita grazie a un’offerta di prodotti moderni, abbiamo intenzione di posizionarci più rapidamente della concorrenza sulle nuove catene di valore dell’automotive, ovvero elettrificazione, software, nuova mobilità ed economia circolare” ha dichiarato il ceo di Renault Luca de Meo.