Restomod, le macchine del tempo.

14 Giugno 2022

Le restomod sono delle macchine del tempo che mettono in comunicazione passato e futuro. Un modo per rivivere le nostalgie di modelli mitici di ieri coniugandoli con le esigenze di sicurezza ed equipaggiamenti del mercato automobilistico odierno. Un trend che sembrava una cometa, ma che si è rivelato un’idea brillante per far avvicinare i giovani a vetture che hanno fatto la storia rivisitate in chiave pop.

L’ultima è un’attualizzazione della Porsche 928, gran turismo con carrozzeria coupé particolarmente in voga negli anni ’80 ma che è rimasta a listino fino al 1995. Nardone Automotive ha deciso di donarle una seconda vita, reinterpretandone le linee in chiave moderna, ma rispettando religiosamente le forme originali e lo spirito del modello che verrà consegnato dal 2024 a un prezzo che parte da 480mila euro.

I progetti firmati Borromeo & De Silva 

Il design della “nuova” 928 è opera dello studio milanese Borromeo & De Silva che in circa 3 anni ha lavorato al progetto per esterni ed interni, mentre alla parte tecnica ha collaborato il team di Podium Advanced Technologies. Il risultato? Il V8 aspirato della 928 originale ora arriva a sviluppare 400 cavalli di potenza. Nardone Automotive ha fortemente voluto che fosse la Borromeo & De Silva ad occuparsi del progetto.

La ragione si chiama Lancia Delta Futurista, un restomod nato dall’idea del pilota e imprenditore Eugenio Amos, fondatore di Automobili Amos, che ha trasformato il mitico Deltone di Giorgetto Giugiaro (la base è la Delta Integrale del 1998) in un bolide a tre porte da 330 cavalli di potenza derivanti da un quattro cilindri 2.0 turbo benzina. Le parti in carbonio hanno alleggerito ulteriormente la Futurista che ora pesa 1.250 chilogrammi a secco. Il prezzo parte da 300mila euro, ma può lievitare a seconda delle personalizzazioni.

Il Duetto di Garage Italia e la Stratos di MAT 

Garage Italia ha voluto dare nuova vita all’Alfa Romeo Duetto. La rielaborazione è stata estetica, con alcuni ritocchi qua e là alle linee già originali di un esemplare del 1992, e, soprattutto, tecnica. Sotto il cofano infatti c’è un 2.0 a benzina da 122 cavalli elettrificato dall’azienda Newtron con un sistema d’ibridizzazione leggero. Per l’Alfa Duetto Spider Hybrid i designer non hanno avuto dubbi: il suo colore è l’azzurro.

Impossibile non citare nel pieno di questa tendenza capolavori come la Eagle (800mila euro), una splendida rivisitazione della Jaguar E-Type del 1961 con un 4.7 V8 da 385 cavalli, oppure la Kimera EVO37 (480mila euro), ispirata alla Lancia Rally 037 ma con oltre 500 cavalli con telaio, motore, freni, sospensioni riingegnerizzati da zero da personaggi che ritornano. Tra i nomi di chi l’ha riportata in vita c’è infatti anche quello di Claudio Lombardi, capo tecnico Lancia dal 1975 al 1990.

Rimanendo in tema è impossibile non citare la Stratos di MAT (Manifattura Automobili Torino) un restomod commissionato alla società piemontese direttamente dal principe Jefri del Brunei. La nuova Stratos ha un V8 da 540 cavalli, è costruita a Torino, costa 900mila euro e sfrutta una base regale: la Ferrari 430 Scuderia.