Stop alle endotermiche dal 2035: Strasburgo dice sì.

9 Giugno 2022

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha dato il proprio assenso alla proposta della Commissione europea e votato lo stop della vendita delle auto nuove con motore endotermico nel Vecchio Continente a partire dal 2035, come previsto dal programma “Fit for 55” per il taglio delle emissioni del 55% nel 2030 rispetto al 1990, varato a luglio 2021.

Bocciato l’emendamento, proposto dal Ppe che prevedeva una riduzione delle emissioni al 90% e non al 100%, lasciando sostanzialmente una quota di mercato aperta alle vetture con propulsori tradizionali, benzina, diesel e Gpl. A favore dello stop si sono schierati 339 eurodeputati, mentre 249 si sono opposti e 24 sono stati gli astenuti.

Vale la pena ricordare che il voto di oggi è un nuovo punto di partenza per i negoziati che coinvolgeranno il Consiglio e la Commissione europea.

“Motor Valley” in salvo

Approvato, invece, l’emendamento che intende salvaguardare i costruttori di nicchia, quelli che producono da 1.000 a 10mila esemplari l’anno, come quelli della nostra Motor Valley, per i quali ci sarà una deroga ulteriore fino al 2036.

Bocciati anche i dossier che riguardavano il fondo sociale per il clima che sarebbe dovuto servire a ridistribuire risorse alle famiglie a basso reddito e sostenere i loro investimenti in tecnologie pulite ed efficienza energetica e per cui si contava di rastrellare fino a 70 miliardi di euro.
Niente da fare – almeno per ora – anche per l’Ets il sistema di scambio delle quote inquinanti.

Le prime reazioni

L’acquisto e la guida di auto a emissioni zero diventeranno più convenienti per i consumatori“, ha dichiarato Jan Huitema, il principale negoziatore del Parlamento sulla politica ambientale, mentre la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva parlato già prima del voto di “una battaglia che coinvolge tutti e che prosegue a livello globale, perché non siano i più poveri a pagare le conseguenze”.

Nelle passate settimane anche alcuni costruttori – come Volvo e Ford – avevano apertamente appoggiato la scelta di fermare le vendite di auto tradizionali nel 2035. Altri, come Volkswagen, si sono impegnati a non vendere più veicoli con motore a combustione in Europa entro quella data.

Per il direttore di Anfia (l’Associazione nazionale della filiera automobilistica italiana) Gianmarco Giorda, “i posti di lavoro a rischio nel nostro Paese sono almeno 70mila“. Questo perché, “non basta costruire colonnine o altri componenti, l’elettrico non è in grado di compensare la perdita occupazionale”.