Usa, nel 2022 mercato auto in calo.

30 Giugno 2022

Il mercato auto Usa non riesce a decollare. Secondo gli esperti del Cox Automotive, nel 2022 verranno venduti – in America – 14,4 milioni di vetture, in calo anche rispetto ai 14,6 che furono commercializzati nel corso del 2020, l’anno in cui la pandemia ha colpito più duramente. Si tratta di stime in netto e progressivo calo: inizialmente, infatti, si prevedevano 16 milioni di esemplari, poi gli stessi analisti avevano ridotto questo numero a 15,3.

Le vendite in giugno dovrebbero attestarsi intorno a 1,2 milioni, -7,5% rispetto agli 1,3 milioni dello scorso anno: “È semplicemente impossibile, date le ultime previsioni di produzione, raggiungere i 15 milioni entro la fine dell’anno”, ha dichiarato Jonathan Smoke, capo economista di Cox.

Motivi ed effetti

A detta degli esperti, la ragione principale di questa tendenza è quella delle scorte limitate. I problemi di approvvigionamento continuano a pesare sulla produzione, mentre la domanda rimane stabile, con una dato vendite più o meno costante negli ultimi dodici mesi e attestato in media sul 1,1 milioni di pezzi.

Nonostante il calo complessivo delle vendite, le case automobilistiche stanno guadagnando di più, visto che in una situazione di bassa offerta e alta domanda  non sono necessari incentivi e sconti, per conquistare il cliente. Si prevede che la condizione rimarrà stabile per la maggior parte dell’anno, ma il calo della fiducia dei consumatori e la mossa della Federal Reserve di aumentare il tasso di interesse di riferimento per frenare l’inflazione potrebbero dissuadere alcune persone dall’acquistare nel 2022.

“La domanda è ancora maggiore rispetto alla disponibilità”, ha detto Charlie Chesbrough, economista senior di Cox. “Vediamo ancora questo mercato come limitato. È chiaro che l’aumento dei tassi di interesse e il cambiamento dell’economia probabilmente allontanano alcune persone che volevano acquistare un veicolo. Ma, in ogni caso, non ci sono abbastanza prodotti pronti per tutti i potenziali compratori“.

Non è ancora chiaro quanto velocemente le Case auto vorranno ricostruire le scorte, in futuro, visto che, per l’appunto, da tutto questi traggono un profitto. “Stiamo vedendo sempre più prove che suggeriscono come in questo mercato con un’offerta ristretta, prezzi elevati e forti margini che i costruttori stanno ottenendo e l’approccio positivo dei concessionari che stanno ancora guadagnando, il settore non abbia molta fretta di riportare le cose com’erano prima”, ha detto Chesbrough ricordando anche, però, che “le vendite non sono abbastanza alte per mantenere i ricavi a un livello stabile, quindi l’intera filiera sta soffrendo un po’ di più rispetto all’anno scorso“.